storie: Camilla e la matita magica

Racconta con disegni e parole.

Camilla, uscita da scuola, corre verso casa.
A un tratto scivola su qualcosa di tondo e così si ritrova a gambe all’aria.
– Accidenti – esclama. – Una matita! Quasi quasi mi rompevo la testa!
Si abbassa, raccoglie la matita, la mette in tasca e riprende la corsa.
Ma una voce la fa sobbalzare:
– Senti un po’! Credi che sia bello ritrovarsi in fondo a una tasca tutta appiccicosa e piena di briciole?
Camilla, un po’ preoccupata, si domanda se ha sentito bene.
– Non aver paura, sono io che parlo, la matita. Sono magica.
Allora Camilla si decide a infilare la mano in fondo alla tasca. Tira fuori la matita e la guarda. Proprio niente di speciale…
Però parla!
– Sono magica – ripete la matita. – I disegni che faccio diventano veri.
– Come sarebbe, veri?
– Beh, se mi fai disegnare una caramella… la caramella esce dal foglio e puoi mangiarla.
Camilla spalanca gli occhi meravigliata:
– Io, se avessi una matita magica, non la butterei.
– È stato un ragioniere – rispose la matita. – Voleva che scrivessi numeri tutto il giorno, invece a me piace solo disegnare. Così io rompevo la mina e lui mi ha buttato fuori dalla finestra.

Henriette Bichonnier, Camilla e la matita magica, Einaudi

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